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"Le interviste del Loggione" - Intervista al soprano Carmen Lavani - di Gianluca Macovez

2022-08-31 19:01

Gianluca Macovez

Musicologia generale, Storia della Lirica, Interviste artisti, Curiosità, opera, intervista,

"Le interviste del Loggione" - Intervista al soprano Carmen Lavani - di Gianluca Macovez

La bellissima intervista di Gianluca Macovez al soprano Carmen Lavani per "Le Interviste del Loggione". Buona lettura

 

 

 

 

 

 

Carmen Lavani ed i suoi amici

Di Gianluca Macovez

 

Questa è sicuramente l’intervista più strana che abbia mai fatto e credo anche che la stessa cosa sia per l’intervistata, la signora Lavani.

L’occasione ufficiale è il conferimento del  “Premio Città di Varazze Francesco Cilea”, un riconoscimento alla carriera di una cantante che ha raccolto il successo più ampio come soprano mozartiana e soubrette, al momento della massima popolarità, ha deciso di virare verso i grand ruoli verdiani, stupendo critici ed addetti ai lavori.

L’idea è, però, non di parlare della sua carriera, ma dei suoi colleghi.

Troppo spesso, infatti artisti valentissimi vengono dimenticati al momento del ritiro, di altri leggiamo sempre le stesse informazioni ed a me sembrava interessante un racconto in prima persona, di chi li ha conosciuti oltre il ruolo, oppure mi interessava confrontare le mie impressioni da banale ascoltatore ed il parere di chi del canto ha fatto una ragione di vita, su alcune voci storiche.

Per realizzare una simile intervista ci voleva una persona speciale come Carmen Lavani: donna coraggiosa, schietta, diretta, che ha sempre affrontato le questioni importanti mettendoci la faccia. Artista dalla carriera lunga ed articolata. Al culmine del successo ribaltò il repertorio, passando da mozartiana a verdiana.

Ma soprattutto una persona generosa, che riconosce il valore dei suoi colleghi, sa cogliere la loro sensibilità, non ama i pettegolezzi, le cattiverie gratuite.

Quindi decisamente un tipo non comune, non solo nel mondo dell’opera.

Diciamo subito che gli inizi della carriera della signora Lavani sono esplosivi: vince diplomi di merito alla Scala, all’Accademia Musicale Chigiana, a Torino, borse di studio Enal, il concorso al Teatro San Carlo ed allo Sperimentale di Spoleto.

Qui debutta, come Lauretta in ‘Gianni Schicchi’. Accanto a lei un esordiente Leo Nucci.

 

Cominciamo raccontando qualcosa di questo grande baritono, con cui cantò anche diverse altre volte?

Leo, cantò nel mio Gianni Schicchi Mastro Spinelloccio, ma lui aveva già debuttato il Barbiere di Siviglia l'anno precedente credo! Inutile ricordare il suo talento. Provai tanta malinconia quando lo incontrai artista del Coro al Teatro alla Scala in occasione di miei spettacoli alla Piccola Scala. Ma quel temperamento, quell’entusiasmo, quella visione sempre positiva che aveva della vita, furono gli artefici dei suoi trionfi! Nella sua successiva ripresa della carriera cantai con lui a Bologna nella Fedora e ci ritrovammo a ricordare i nostri inizi! Spesso, vivendo a Verona lo incontravo per strada e non abbiamo mai smesso di stimarci e volerci bene a vicenda!

 

Il direttore di quello spettacolo era il Maestro Ziino, che era uno dei grandi Numi tutelari del teatro di Spoleto. Oggi lo si ricorda raramente, nonostante con lui abbiano esordito alcune fra le voci più importanti del mondo dell’opera italiano. Ci racconta qualcosa di lui?

Del Maestro Ziino ho un ricordo di un professionista molto adatto ad accompagnare cantanti debuttanti. Con lui durante le recite non sono mai accadute sorprese, il suo controllo ed esperienza faceva filare sempre tutto liscio! Ricordo un aneddoto, lui non pronunviava bene la consonante S, il suo Si era un Fi. Potete immaginare quanta ironia scatenava quando ripeteva una serie di: fi fi fi fi e quanti imitatori ebbe al seguito negli anni che furono!

 

Passiamo subito ad un altro grandissimo direttore, bistrattato dalla stampa e dimenticato vergognosamente dagli addetti ai lavori: Bruno Rigacci, con cui lei cantò alla fine degli anni Sessanta alla Radio Svizzera ‘Gli astrologi immaginari’ di Paisiello ed a Bologna ‘Pia de' Tolomei’ e . dieci anni dopo, ancora a Lugano:’ Livietta e Tracollo’ di Pergolesi. Ci racconta qualcosa di lui, del suo modo di lavorare, ma anche del suo carattere?

Il Maestro Rigacci ebbi la fortuna di conoscerlo durante i Corsi di Interpretazione all'Accademia Chigiana di Siena che condivideva con Gino Bechi! Fu per me una fortuna, nella mia vita credo di non aver mai più incontrato un talento del genere. In quei due anni di corsi estivi potei scoprire tutto ciò che mi serviva per impostare seriamente un cammino artistico con basi davvero solidificate! Tanta gratitudine io devo a questo Maestro che ha sempre ottenuto grande stima all'estero, ma che in Italia, per difficoltà legate ad un ambiente ostile al suo talento, non gli è stato consentito, anche attraverso azioni di malvagità, di potersi esprimere come gli sarebbe stato dovuto. Il modo di lavorare del Maestro era pieno di entusiasmo trascinante, al pianoforte era un fiume in piena, ti risolveva con mille sfaccettature ogni piccolo dettaglio, ti creava un clima di tale sostegno che tutti i problemi tecnici passavano in secondo piano e senza che te ne accorgessi venivano risolti immediatamente! Descrivere il carattere del Maestro Rigacci è facilissimo, da buon fiorentino purosangue immensa simpatia, giovialità, bontà, ironia, forse mancava un poco di cattiveria, cosa anomala per un fiorentino, credo gli avrebbe creato armi di difesa alla sua causa!

 

Lei incontra anche un direttore. Compositore come Franco Mannino, che la diresse nel 1969 in ‘L’Incoronazione di Poppea’ ed in ‘Falstaff’ e con il quale lavorò per due sue composizioni: l’incisione dell’opera ‘Soltanto il rogo cantò e, nel 1970 a Trieste, nell’opera ‘La Speranza’. Come era Mannino direttore d’orchestra e com’è cantare un’opera diretta da chi l’ha composta?

Il Maestro Mannino è un altro Direttore a cui devo immensa gratitudine! non solo mi diede tanta fiducia per il repertorio di soprano lirico-leggero , ma, in particolare, anche nel cambio verso il repertorio drammatico, fu uno dei miei sostenitori più agguerriti! A Trieste nel 1970 fu una esperienza veramente gratificante! Ed anche per ‘Soltanto il rogo’. opera molto complessa rispetto alla precedente, trovai tanta sicurezza nella sua direzione. Il suo gesto era molto chiaro ed ampio! Anche nel repertorio classico mi sono sempre sentita appoggiata e sicura diretta da lui!

 

Nel 1969 abbe anche l’opportunità di lavorare con quello che secondo me è stato uno dei più geniali uomini di teatro italiani del Novecento: Paolo Poli che la diresse come regista in un’opera di Donizetti: ‘Il giovedì grasso’, a Roma.

Che ricordi ha di questo eclettico talento?

Devo dire che per me Paolo Poli ha voluto realizzare quell'unica regia di opera lirica “Il giovedì grasso” per curiosìtà. Avrebbe potuto anche ripetere con altro titolo quell'esperienza, ma evidentemente non lo riteneva interessante. Peccato, io ho goduto di quell'immenso talento per poco perchè il mio era un ruolo di contorno, ma ho presente tutto l'impegno e la simpatia che scatenava durante le prove che io non dimenticherò mai più! Grazie a quell'occasione io sono rimasta amica di Paolo e ci siamo ritrovati a Verona durante i suoi spettacoli dei quali non ne ho perso neanche uno!

 

Nel 1970 cantò in ‘Orontea’ di Cesti, in una edizione di cui da poco è stata pubblica la registrazione. Accanto a lei Teresa Berganza. Si parla sempre di lei come una persona che riusciva ad unire professionalità e simpatia, talento ed umiltà. Realmente era così?

Si Teresa Berganza era proprio tutto questo. Io ricordo la sua risata, il suo viso luminoso, la sua allegria e semplicità! Insieme a lei due mattacchioni di colleghi (Renato Cesari e Florindo Andreolli) che le scatenarono, durante le prove, momenti esilaranti indimenticabili! Immensa per me la sua professionalità

Quello stesso anno venne registrata per la Rai ‘La Griselda’ di Scarlatti. Protagonista Mirella Freni agli inizi della carriera.

Com’era allora il famoso soprano?

Intanto una bellissima personcina e davvero una delizia di visetto molto espressivo. La sua vocalità sicura ed ancora tendente al lirico leggero. Venne tardi alle prove, ma si inserì benissimo nella compagnia di canto.

 

Continuando a spulciare nella sua sterminata carriera, ricca di titoli raffinatissimi e di rara esecuzione r di incontri preziosi, si nota, nel 1971, una edizione di ‘Dido and Aeneas’ con la Verrett. Vi siete conosciute ?

Anche qui alle prove la Signora Verret non fu presente, venne soltanto il giorno del concerto che fu naturalmente per me una delle emozioni indimenticabili della mia vita! (successivamente divenne il mio idolo in Lady Macbeth, quando toccherà a me iniziare lo studio del ruolo)

 

Nel 1972 canta per la prima volta con un mezzosoprano amatissimo, che incontrerà in diverse altre occasioni e che sono certo vorrà ricordare: Lucia Valentini Terrani.

Con Lucia fummo amiche fraterne! Quante risate, quanto affetto ci ha unite! Quante confidenze ci siamo scambiate! Nasceva allora il suo amore per Alberto! Naturalmente ci siamo perse di vista in seguito, ma bastava una telefonata per ritrovarci come ai bei tempi! Quanto ho sofferto per il suo destino così crudele, ancora oggi mi addolora come se fosse mancata da poco! Ciao cara Lucia riposa in pace ora con Alberto!

 

Nello stesso anno canta per la prima volta diretta da Gianandrea Gavazzeni, in un lavoro di Perosi. Una figura gigantesca per la storia del nostro teatro dell’opera, ma certamente lavorare con lui sarà stato impegnativo. Ha dei ricordi che vuole condividere?

Col Maestro Gavazzeni mi sono trovata molto bene in quel Concerto e gli piacque il mio colore di voce. Mi propose di studiare Oscar del Ballo in maschera. Ma poi non se ne fece nulla. Invece gli chiesi di ascoltarmi, non ricordo forse nel 1986, nella Lady Macbeth, si stupì molto del mio cambiamento ma mi volle risentire ancora. Nel frattempo io decisi di dedicarmi all'insegnamento.

 

A proposito di grandi direttori, lei ha cantato diretta da Abbado. Ha qualche ricordo artistico ed umano?

Purtroppo col Maestro Abbado le prove per riprese degli spettacoli già andati in scena il Maestro le delegava ai Maestri sostituti. Comunque prima della recita era, da parte sua, uso andare nei camerini degli Artisti per “in bocca al lupo” ! Ricordo, fu molto spiritoso ed affettuoso nei miei riguardi!!

 

Tito Gobbi è un nome che fa spesso capolino nella sua carriera. Ha dei ricordi di questo cantante dal repertorio smisurato?

Ho un ricordo di lui commovente! Si prestò, durante le prove del Falstaff a MonteCarlo, ad aiutare il regista malato ed anziano, a completare la preparazione scenica dell'opera per andare in scena senza problemi! In seguito dopo la sua scomparsa ho conosciuto la moglie e più recentemente la figlia Cecilia.

 

Nel 1974 canta ‘ Così fan tutte’ a Montecarlo con la regia di Margarita Wallmann. Com’era lavorare con questa donna dal carattere a dir poco vulcanico?

E' per me uno dei ricordi più graditi della mia carriera! Uno dei grandi registi che mi hanno stimato dal primo istante e voluto anche tanto bene! Intanto mi lasciò carta bianca per la Despina, finalmente libera di realizzare tutta la mia personale vivacità nei riguardi di questo ruolo. Ovvero non la solita servetta tutta raffinata con moine prevedibili ed insulse, ma creatura tutta verità partenopea, fatta di altrettanta partenopea furbizia, cinismo e attaccamento spudorato al vile denaro! Naturlmente spontanea ed immediata! Era tutto questo per lei completamente approvato! Mi donò il suo libro “Balconate dal cielo” con dedica di grande stima per me!

 

Nello stesso anno, per ‘Lo frate 'nnamorato’ incontra Rolando Panerai. Ho diversi ricordi di lui come uomo di teatro, ma un cantante così elegante ed elastico sulla scena, com’era dietro le quinte?

Posso dire di lui un vero istrione! Simpatico, generoso, coinvolgente in palcoscenico, spiritoso, quanto un vero toscanaccio! Dietro le quinte, per me era sempre sul palcoscenico!!

 

Le nozze di Figaro. Nella prima parte della sua carriera Mozart ha avuto un grosso peso. Lei è stata una grande interprete di ‘Le Nozze di Figaro’, in cui ha interpretato sia la Contessa che Susanna, in addirittura dodici diverse edizioni. Con registri del calibro di Visconti, Crivelli e Puecher. Quale di questi grandi artisti era più vicino alla sua personale idea del personaggio che interpretava?

Il regista che più ha contato nella messa in scena di questa opera è stato Virginio Puecher, con cui ho realizzato, sopratutto il ruolo di Susanna, in modo che è risultato piuttosto nuovo, più vicino cioè ad una verità “umana” del personaggio, meno “settecentesca”! Anche i ruoli preparati con Pippo Crivelli mi hanno visto in piena libertà di esprimermi.

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Carmen Lavani in Susanna nelle Nozze di Figaro in due diverse edizioni al Teatro Comunale di Bologna 1974 e

Teatro dell'Opera di Roma Stagione 1976-77

Prima di proseguire con i ricordi sui colleghi, mi viene in mente che lei ha cantato in diverse occasioni in America. C’era una differenza fra il pubblico italiano e quello statunitense?

Non ho trovato sostanziali differenze con il pubblico americano, anche perchè il tipo di repertorio eseguito è stato o la commedia o le grandi opere barocche, generi che non fanno la differenza

Visto che parliamo di pubblico, le chiedo un ricordo su due grandi artiste che so che lei ascoltò : Maria Callas e Magda Olivero.

Olivero Queste due GRANDI hanno avuto il potere di entrarmi dentro al sangue! La Callas in particolare! Ricordo che non mi ha fatto dormire le notti successive l'ascolto di Medea e Poliuto dal vivo, al Teatro alla Scala! Quando iniziai il mio cammino artistico dovetti sradicarla dal mio cuore, perchè dovevo assolutamente trovare il “mio” canto e la “mia” vera natura! Con Magda Olivero ebbi la fortuna di esserle amica e sentirla durante i preparativi di un suo concerto! Mi emozionò più che in palcoscenico! Ebbe grande stima nei miei riguardi!

 

Fra il 1975 ed il 1976 cantò molto spesso con Sesto Bruscantini_ ‘Così fan tutte’ a Torino, ‘Don Giovanni’ a Palermo, peraltro con Celestina Casapietra, ‘ La Serva Padrona’ a Dubrovnick, a Lugano, in Francia ed in Gran Bretagna ed ‘Il Combattimento di Tancredi e Clorinda’ in giro per l’Europa, tanto per fare qualche titolo. Ha dei ricordi di questo cantante dalla carriera lunghissima?

Che grande amicizia con Sesto! Che grande arricchimento di consigli vocali, di preparazione, insieme anche alla moglie Angela Aguade, di spettacoli curati dalle sue regie, condivisi con il Maestro Fasano ed i Virtuosi di Roma, che persona sempre disponibile alla ricerca di miglioramenti e scoperte per l'evoluzione del mio strumento. Proprio una grande e bella amicizia!

 

Nella sua carriera ha cantato in spettacoli bellissime, con scene di grandi artisti, Mi vengono immediatamente in mente Luzzati, Guidi, Maccari, Gentilini. Spesso però gli scenografi non partecipano direttamente alla messa in scena.. Qualcuno di loro era vento a conoscere gli interpreti che davano vita ai loro bozzetti?

L'unico di quelli nominati che conobbi di persona e col quale condivisi pensieri e tanta simpatia fu Lele Luzzati. Persona assolutamente alla mano e tanto partecipe Gli altri assenti, forse perchè ormai anziani credo!

 

Parlando di Luzzati il passo all’operetta, visto che firmò le scene ed i costumi per ‘Il Pipistrello’ a Bologna, è immediato ed il ricordo va ad una dei re dell’operetta. Carlo Bini, con cui lei interpretò anche opere di enorme impatto come la ‘Jenufa’ a Trieste. Ci racconta qualcosa di questo tenore troppo poco ricordato dagli addetti ai lavori?

Fu un vero collega, fratello e amico! Se ne è andato da non molto ma ha lasciato un vuoto molto doloroso per me. Tutte le cose fatte insieme sono ben impresse nel mio cuore! Gli sono tanto grata per il bene e la stima che mi ha donato con la sua stragrande generosità! Tutto ciò che Carlo interpretava era di assoluta grande professionalità! In Jenufa, nel Trovatore, nella Fedora nell'operetta, ogni ruolo vocalmente e scenicamente ineccepibili! Carlo è sempre stato un “vero” interprete.

 

‘Jenufa’, anche questa inserita nella recete raccolta di registrazioni a lei dedicata ‘Carmen Lavani il soprano che visse due volte’, era uno spettacolo di grande intensità, che ci offre l’opportunità di parlare di un uomo di teatro straordinario, nei cui confronti c’è un atteggiamento vergognoso di trascuratezza da parte delle istituzioni: Raffaello de Banfield. Ci racconta qualcosa di questo grande musicista?

Questo mi addolora! Io devo molta gratitudine al M^ De Banfield! Fu uno dei pochi che seguì il mio cambiamento di repertorio con interesse e grande sensibilità! Del Campiello, dove io cantai sempre la Gasparina, mi offrì la Lucieta, che fu un grande balzo per me, non solo per la vocalità che mi permise già di dimostrare il cambiamento, ma, in una seconda decisione, addirittura di arrivare alla Forza del destino! Persona per me molto raffinata e, cosa davvero rarissima sempre all'altezza peretta delle sue competenze! Provo grande tristezza per lui!

 

Fra i titoli non proprio frequenti per una cantante mozartiana, troviamo il ‘Peer Gynt’, portato in scena sia con Anna Proclemer che con Giorgio Albertazzi. Com’era confrontarsi con simili monumenti del teatro di prosa?

Ho un ricordo affettuosissimo nei riguardi di Anna Proclemer che al termine di ogni concerto eseguito, gradiva stringermi le mani per la mia esecuzione di Solveig!

A proposito di prosa e registi, mi vengono in mente alcuni altri grandi che l’hanno diretta. Innanzitutto un giovane Pierluigi Pizzi che la diresse in ‘Don Giovanni’ a Torino.

A Torino la mia fu una mia sostituzione nel ruolo di Zerlina della collega Elena Zilio che si trovava all'8 mese e mezzo di gravidanza!! Non conobbi Pizzi in quell'occasione, accadde invece con la Fedora di Bologna nel 1978, dove il magnifico allestimento era il suo!

Poi sicuramente una figura interessante deve essere stata Franco Enriquez, che diresse ‘L’ Ambleto’ di Gasperini.

Altro ricordo stupendo di questo regista così dotato e con cui mi trovai magnificamente!

 

Ricorrente la collaborazione con Cobelli, che la propose anche in titoli decisamente inusuali come ‘La Dirindina’ di Padre Martini e ‘La Cantarice’ di Hydn. Ci sono aspetti di questo grande uomo di teatro che vuole condividere con noi?

Anche qui un meraviglioso ricordo, purtroppo unica circostanza che finì in quella occasione. Quanto mi sarebbe piaciuto realizzare sotto la sua guida un ruolo di grande repertorio tipo Don Pasquale o anche Così fan tutte! Pazienza!

 

Si racconta che fosse piuttosto insolito il modo di lavorare di Gregoretti, con cui preparò ‘Il Mondo della Luna’. Ha qualche ricordo al riguardo?

Con lui ho preparato per il Maggio musicale fiorentino “Il matrimonio al convento” di Prokofiev e La Boheme oltre al Mondo della luna. Mi sono sempre trovata benissimo. A differenza di altri registi lui non usava lo spartito musicale, che magari per noi era necessario per trascriverci i movimenti scenici esatti e precisi. Usava il libretto, e questo, se in un primo momento poteva disorientare, tuttavia dava una certa libertà di auto decisione nel movimento.

 

All’inizio degli anni Ottanta sono piuttosto ricorrenti le rappresentazioni di ‘ Il Campiello’ di Wolf Ferrari.

La ricordo luminosissima nel 1982 accanto a Daniela Mazzuccato e William Matteuzzi, veri fuori classe, ma anche con dei professionisti straordinari come Laura Zannini e Mario Guggia, di cui nessuno parla mai. Vuole ricordare questi ottimi interpreti dallo smisurato repertorio?

Voglio dire quanta professionalità io ho sempre riscontrato in questi due colleghi che ho ritrovato tante volte sul mio cammino! In particolare Mario Guggia che per il cambio del repertorio, alla prima prova di sala della Forza del destino mi abbracciò e si congratulo' affettuosamente con me auspicandomi una nuova importante carriera!

Nel 1983 ci fu una ‘La Boheme’ fiorentina un po’ difficile …..

Per me fu uno spettacolo non semplice perché alcuni degli addetti ai lavori trovarono la mia vocalità troppo scura e corposa per Mimì, personaggio con cui avevo raccolto ampi plausi due anni prima al Petruzzelli.

Per fortuna ebbi il sostegno di alcuni colleghi, come il baritono Giancarlo Ceccarini, Schaunard, persona gentile e di grande correttezza, che mi sostennero e colsero il valore del cambiamento vocale che stava avvenendo.

 

Ci avviciniamo alla grande svolta di Trieste,: ‘La Forza del Destino’, nel 1984.

Accanto a lei i più bei nomi della lirica italiana dell’epoca: Merighi, Giaiotti, Trimarchi, Zancanaro, la Nave. Ha qualche ricordo di quella magnifica compagnia?

Ho appena ricordato Mario Guggia che cantava il personaggio nella Forza del Rivendugliolo, ma non posso certo dimenticare Maria Luisa Nave (l'anno successivo Kostelnitka della Jenufa), Bonaldo Giaiotti mio grandioso Padre Guardiano, Giorgio Merighi fantastico Alvaro, Giorgio Zancanaro dalla nobile vocalità, e Domenico Trimarchi dalla simpatia esuberante di Melitone!! Tutti colleghi che hanno incorniciato la mia Leonora in maniera meravigliosa! Devo anche aggiungere Silvana Mazzieri altra ineccepibile Preziosilla!

 

Abbiamo già parlato con Bini della ‘Jenufa’ dell’anno seguente. Ma non dimentichiamo che in quel cast c’erano anche la possente Mirna Pecile e tre quasi esordiente come Francesco Ellero d’Artegna, Cinzia De Mola, Gloria Scalchi, che avrebbero qualche anno dopo calcati i maggiori teatri internazionali.

Certamente non posso dimenticare prima di tutto la mia cara amica Mirna Pecile dal colore della voce di grande qualità, insieme allo Steva di Valerio Grazioli prezioso vocalmente e scenicamente, al basso Ellero D'Artegna a Gloria Scalchi e Cinzia De Mola!

 

Peraltro mi viene una curiosità : com’è il rapporto fra grandi cantanti e giovani agli esordi? Ha qualche ricordo di quando era agli esordi e di qualche episodio in cui invece lei rappresentava l’interprete arriva alla fama?

Devo dire che quando ero giovane, ho sempre trovato gentilezza e cortesia dai grandi, tranne una volta a Siena con Franco Bonisolli che uscì dal binario nei miei riguardi con un commento infelice....al quale però io seppi immediatamente rispondere per le rime. Già da allora si pareva la mia...nobilitate!!! Nella situazione opposta, per natura io nutro simpatia per quelli giovani e senza esperienza anche se i tempi sono molto cambiati e trovare l'umiltà di ascoltare qualche consiglio dai vecchi è sempre più raro!!

 

Ci avviamo alla conclusione, ringraziando ancora una volta la Signora per questa cavalcata nei suoi ricordi e per l’infinita disponibilità di porsi al servizio della memoria dei colleghi, con l’ultima serie di curiosità.

Innanzitutto ci piacerebbe un ricordo di Rene Clair, regista gigantesco, con cui lei ebbe una amicizia duratura.

L'amicizia con questo grande Regista cinematografico fu duratura fra lui ed il Maestro Brero tramite il quale io lo conobbi ! Questo è un magnifico ricordo per me, riguarda un Festival internazionale, quello di Divonne les bains. La compagnia del Maestro Brero di cui facevo parte si esibiva nel teatro della cittadina nota per il Festival e le cure fisiche. A tutte le prove di palcoscenico era presente Renè Clair che faceva anche le cure dei bagni, quindi ogni giorno lo si vedeva in platea ad assistere attento e interessato. Espresse al Maestro Brero tutta l'ammirazione per la compagnia ed in particolare per me che riteneva fossi un petit moineau sur la scene (un piccolo uccellino sulla scena)! Dopo averlo ringraziato ricevetti da lui anche tanti consigli per il mio futuro cammino artistico! Questo aneddoto è stato uno dei più belli della mia vita artistica!

 

Poi una domanda relativa ai tanti anni di insegnamento. Non le chiedo se lei si è affezionata in modo particolare ad alcuni dei suoi allievi, se alcuni dei suoi ex allievi si sono affezionati a lei e mantengono viva la relazione, o se come spesso succede nel mondo della scuola, finito il ciclo di studi è inevitabile girare pagina?

Qualche allievo mi è rimasto amico, ma si contano sulle dita di una mano! Senza alcun rimpianto comunque!

 

Ci sono poi diversi altri cantanti con cui ha lavorato, con quali ha mantenuti dei rapporti di amicizia?

I cantanti coi quali ho frequentemente lavorato, ho mantenuto rapporti di grande amicizia con Biancamaria Casoni e Carlo Gaifa, Adriana Martino e Ugo Benelli!

 

Ringraziando moltissimo la signora Lavani per la disponibilità, la gentilezza, l’acutezza con cui risposto, ricordiamo agli appassionati che possono ascoltare stupefacenti registrazioni recenti su youtube e chiudiamo con una domanda su una grande artista: chi è, secondo lei, Carmen Lavani?

Carmen Lavani è un'artista che ha fatto del suo canto la propria ragione di vita. Nella vita privata ha cercato l' indipendenza assoluta dai legami per non intralciare troppo il suo cammino artistico. Forse in questo modo non è riuscita bene a mettere i famosi paletti fra finzione e realtà ma realizzando così una sorta di fintà e reafin che, tutto sommato mi va bene anche così!

di Gianluca Macovez

 

Immagini, ascolti e documenti

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Locandine del Teatro Verdi di Trieste de "La Speranza" di Franco Mannino e "Il Campiello" di Ermanno Wolf-Ferrari

con Carmen Lavani

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Carmen Lavani ne Il Campiello a Trieste

 

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Mimì nella Bohème al Maggio Musicale Fiorentino nel 1983

Finale del 1 atto dell'opera La Boheme di Giacomo Puccini è estrapolato da una recita eseguita al Teatro Comunale di Firenze nel dicembre del 1983. La compagnia di canto: Rodolfo Pietro Ballo – Marcello Gino Quilico – Shaunard Giancarlo Ceccarini – Colline Armando Caforio – Benoit Augusto Frati – Alcindoro Guido Mazzini – Mimì Carmen Lavani – Musetta Silvia Baleani. Direttore d'orchestra Ivan Fischer – Regia Ugo Gregoretti.

 

"Come scoglio" dal Così fan tutte di Mozart. Questa aria è tratta da una recita dell'opera, eseguita al Teatro Bellini di Catania nel 1983 - Direttore d'Orchestra Edoardo Muller

 

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Locandina e registrazione dell'aria " Pace mio Dio " dall'opera La forza del destino di G. Verdi è estrapolata da una recita eseguita nel 1984 al Teatro G. Verdi di Trieste.

Il direttore d'orchestra Angelo Campori

 

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Foto di scena di Jenufa, magnifico spettacolo andato in scena al Teatro di Trieste nel 1985 con Lavani, la Nave e Bini e la registrazione video del duetto finale dell'opera - Carmen Lavani (Jenufa) soprano - Carlo Bini (Laca) tenore -

Direttore: Julian Kovatchev

 

Opere artistiche di Gianluca Macovez ispirate a

Carmen Lavani

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(Carmen Lavani in) Jenufa

Grafite, carboncino, pastelli morbidi diluit su carta

 

 

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CARMEN  

Collage gesso liquido e pennarelli su carta 2021

 

 

Nota (Le immagini provengono dall'archivio personale di Gianluca Macovez)

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Note Domenicali n°11 (30/10) -
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Note Domenicali n°11 (30/10) - "Due straordinarie personalità: Lucia Valentini Terrani e Marlene Dietrich" d

Gianluca Macovez

2022-10-30 23:13

Un parallelismo affascinante tra due donne di spettacolo straordinarie, Gianluca Macovez ce ne parla in questa puntata di Note Domenicali

Fedora al Teatro alla Scala (recensione recita del 21/10) - di Loredana Atzei
Musicologia generale, Curiosità, Recensioni, opera, recensione,

Fedora al Teatro alla Scala (recensione recita del 21/10) - di Loredana Atzei

Loredana Atzei

2022-10-27 17:56

La nostra inviata Loredana Atzei al Teatro alla Scala di Milano è tornata per assistere ad un altra recita di Fedora. Nell'articolo il resoconto della serata

Otello a Trieste: una lunga storia d'amore - di Gianluca Macovez
Musicologia generale, Storia della Lirica, Curiosità, musicologia, opera,

Otello a Trieste: una lunga storia d'amore - di Gianluca Macovez

Gianluca Macovez

2022-10-27 17:22

Un articolo di Gianluca Macovez dedicato ai precedenti dell'Otello verdiano al Teatro Verdi di Trieste

Operetta a Tarcento -
Musicologia generale, Storia della Lirica, Curiosità, Recensioni, recensione,

Operetta a Tarcento - "Cronache musicali italiane" - recensione di Gianluca Macovez

Gianluca Macovez

2022-10-26 00:48

La recensione dello spettacolo di operetta a cui ha assistito il nostro inviato Gianluca Macovez a Tarcento (Udine). Buona lettura

Note Domenicali n° 10 (23/10) -
Musicologia generale, Storia della Lirica, Curiosità, opera,

Note Domenicali n° 10 (23/10) - "A Ghena Dimitrova" di Gianluca Macovez

Gianluca Macovez

2022-10-24 03:32

Un omaggio di Gianluca Macovez al grande soprano bulgaro Ghena Dimitrova. Buona lettura

La Boheme alla Royal Opera House (recita del 14/10) - recensione di Kevin De Sabbata
Musicologia generale, Curiosità, Recensioni, opera, recensione,

La Boheme alla Royal Opera House (recita del 14/10) - recensione di Kevin De Sabbata

Kevin De Sabbata

2022-10-20 22:01

La recensione del nostro inviato presso il Royal Opera House di Londra Kevin De Sabbata. Stasera disponibile live su internet. Buona lettura

Fedora al Teatro alla Scala di Milano - di Loredana Atzei
News, Musicologia generale, Curiosità, Recensioni, opera, recensione,

Fedora al Teatro alla Scala di Milano - di Loredana Atzei

Loredana Atzei

2022-10-19 03:09

La recensione di Fedora della nostra corrispondente Loredana Atzei dal Teatro alla Scala di Milano. Buona lettura

Note Domenicali n° 9 (16/10) -
Musicologia generale, Storia della Lirica, Curiosità, opera,

Note Domenicali n° 9 (16/10) - "A Magda Olivero" di Gianluca Macovez

Gianluca Macovez

2022-10-16 21:46

Un omaggio al grande soprano Magda Olivero di Gianluca Macovez nelle sue Note Domenicali

Successo a Catania per il Concerto di musica sacra di Bellini e Pacini
Musicologia generale, Storia della Lirica, Curiosità, Recensioni, concerto, recensione,

Successo a Catania per il Concerto di musica sacra di Bellini e Pacini

Admin

2022-10-13 03:41

Si è svolto a Catania un bellissimo concerto di musica sacra di Bellini e Pacini. Successo di pubblico e ottimi consensi

Il Firmamento Lirico Toscano - Omaggio al basso Franco Calabrese
Musicologia generale, Storia della Lirica, Interviste artisti, Curiosità, opera, intervista,

Il Firmamento Lirico Toscano - Omaggio al basso Franco Calabrese

Admin

2022-10-11 01:55

Per il Firmamento Lirico Toscano un omaggio al grande basso Franco Calabrese, celebre interprete caratterista spesso presente in cast storici alla Scala e in TV

Intervista al soprano Clara Polito - di Loredana Atzei
News, Musicologia generale, Interviste, Interviste artisti, Curiosità, opera, intervista,

Intervista al soprano Clara Polito - di Loredana Atzei

Loredana Atzei

2022-10-10 02:28

Una bella intervista di Loredana Atzei al soprano Clara Polito, una artista di grande talento

Note Domenicali n°8 (09/10) -
Musicologia generale, Storia della Lirica, Curiosità, opera,

Note Domenicali n°8 (09/10) - "Macbeth - Ladies &...Gentlemen" di Gianluca Macovez

Gianluca Macovez

2022-10-10 00:19

In questa puntata di Note Domenicali Gianluca Macovez si occupa del Macbeth di Giuseppe Verdi e in particolare di due grandi interpreti femminili

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