music-1521122.jpeg

ATTENZIONE

Questo sito fa uso esclusivamente di cookie tecnici, ma alcune applicazioni possono prevedere cookie di terze parti.

Proseguendo nella navigazioni acconsenti all'utilizzo di cookie. I dati forniti in questo form saranno tenuti segreti dal titolare del sito e non inviati per nessun motivo a terze parti, anche agli stessi componenti della redazione, senza il consenso dell'interessato. I dati raccolti grazie a questo form non saranno ceduti a terzi nè verranno utilizzati per scopi diversi da quello esclusivo dichiarato dal sito. La redazione si riserva di non rispondere a messaggi di carattere commerciale o che non sono attinenti alla natura del sito. Cliccando sul pulsante "Invia" si autorizza automaticamente il sito musicainopera.com a trattare i dati personali come descritto in questo avviso. Questo secondo la norme vigenti in tema della tutela dei dati personali e della privacy. Per maggiori informazioni: Informativa sulla privacy e informativa cookie

Music and Words

 Here are the articles published in our blog Musica e Parole. By ticking the various years and months you can open the menu from which you can access all the resources available in the section. On the Historical Archive page you will also find this section plus some other resources and links to the site's contents

Nabucco al Verdi di Trieste - Recensione di Gianluca Macovez

2024-03-29 02:08

Gianluca Macovez

Musicologia generale, Curiosità, Recensioni, opera, recensione,

Nabucco al Verdi di Trieste - Recensione di Gianluca Macovez

La recensione del Nabucco in scena al Teatro Verdi di Trieste. A cura di Gianluca Macovez

 

 

 

 

 

 

.

 

 

 

Una riflessione sul Nabucco triestino.



 

Il teatro Verdi di Trieste sta presentando una Stagione Lirica e di Balletto decisamente non scontata.

Dopo una ‘Manon Lescaut’ musicalmente molto interessante e visivamente sconclusionata; un ‘Flauto Magico’ colorato e suggestivo; ’Anna Bolena’ nello storico allestimento di Vick e con alcune fra le voci più interessanti dell’ultima generazione; ‘Ariadne auf Naxos’ vocalmente luminosissima e splendidamente diretta dal nuovo direttore stabile, il Maestro Calesso, adesso è la volta di ‘Nabucco’.per il quale è stato allineato un cast di grande richiamo: la regia di Giancarlo Del Monaco, le scene ed i costumi di William Orlandi, la direzione di Daniel Oren, le voci di Burdenko, della Siri, di Ventre.

Un successo annunciato, sold out da settimane, che raggiunge, secondo chi scrive, l’obiettivo solo parzialmente.

O meglio, che lascia lo spazio a grandi considerazioni.

La prima è un plauso al teatro. Che ha scelto la via coraggiosa del nuovo, proponendo allestimenti spesso non convenzionali ad un pubblico certo non incline alle avanguardie.

Una mossa forte, più di quanto possa apparire all’esterno, che rende onore alla Sovrintendenza che ha imboccato una via di marcato rinnovamento, accettando il rischio di scontrarsi con lo zoccolo duro dei tradizionalisti in nome della vitalità e dell’apertura al nuovo, unica condizione per la sopravvivenza dei teatri.

La seconda è ancora molto positiva: una politica di proposta degli allestimenti che si giudicano più interessanti, provenienti da teatri nazionali ed esteri. Una maniera per contenere i costi e per mantenere vivace il dibattito ed educare la platea alle novità internazionali.

Ma qui si apre la terza riflessione, meno positiva e del tutto personale.

Anzi, verrebbe da dire che visto il trionfo finale è una impressione sbagliata. Ma non per questo non va esplicitata, nella speranza che possa fungere da stimolo ad un dibattito che renda vivace un mondo che rischia una sonnolenta autoreferenzialità.

In questo ‘Nabucco’ le personalità in campo erano fortissime, ma la sensazione è stata che più che lavorare insieme alla riuscita allestimento, vi abbiano partecipato contemporaneamente.

Ma andiamo con ordine.

Giancarlo Del Monaco propone nell’ottobre 2022 a Zagabria un ‘Nabucco’ ambientato durante i moti del 1848.

Non una proposta con velleità innovative, già sperimentata da numerosi registi, ma nel suo caso era una citazione attenta al ‘Gattopardo’ di Visconti, che aprì in modo dirompente alla rilettura del capolavoro verdiano.

Una idea né troppo tradizionalista, né troppo all’avanguardia, frutto di un gioco sapiente di citazioni e riferimenti, con tanti piani di lettura, che evidentemente piace alla direzione del teatro triestino, che sceglie di proporla al Verdi.

Una scelta consapevole, oltretutto per una città, all’epoca saldamente austriaca, che quei rivolgimenti non li ha vissuti.

Non c’è dubbio che nel momento in cui la direzione artistica ha ritenuto l’allestimento adatto al suo pubblico, se ne è assunta la responsabilità ed è chiamata a difenderne l’identità.

Peraltro non stiamo parlando di artisti poco conosciuti.

Giancarlo Del Monaco sta per festeggiare i sessanta anni di carriera.

Ha raccolto successi in tutto il mondo, con gli oltre cento spettacoli di cui ha curato la regia, in Germania, al Metropolitan di New York, in Francia, in Spagna, in Argentina, solo per fare qualche esempio .

Fondatore, con il padre, del prezioso Festival di Montepulciano, conosce il teatro in tutte le sue sfaccettature, essendo stato anche Sovrintendente dello Staatstheater di Kasse, del Macerata Festival, a Bonn ed all'Opera di Nizza.

Insomma una pietra miliare dello spettacolo d’opera del secondo Novecento.

William Orlandi è stato una colonna degli allestimenti del Verdi prima di diventare una figura di rilevanza internazionale.

Ritrovarli sul palcoscenico del Verdi era un autentico evento per gli amanti dell’opera.

Di fatto, però, assistendo a più repliche, abbiamo visto spettacoli differenti e con cambi non da poco.

Per non essere troppo pedanti pensiamo solo al finale.

Abigaille ha perso. 

Il grande muro sul fondo si divide a metà. La parte inferiore diventa una terrazza ed in alto appare un fondale con delle fiamme dipinte,verso il quale la regina decaduta appare, incerta nel passo, trasandata, con le chiome sciolte.

È sola. Dopo una vita di malefatte, di imbrogli, di tradimenti, di pugnalate alle spalle, nella quale pensava che il potere fosse il bene assoluto cui aspirare, raccoglie la giusta mercede: il dramma della solitudine, che forse l’accompagna da sempre e che prende la forma delle vampate, una sorta di inferno in terra, che preannunciano la condanna eterna.

Lo spettacolo assume un senso preciso, eticamente forte, anche perché fino a quel momento l’usurpatrice appariva di monolitica crudeltà, un po’ Lady Macbeth ed un po’ Imelda Marcos, troppo sicura di se, delle sue trame. Una manager del male. Questa conclusione, così moraleggiante, potremmo dire cristiana, riporta la dimensione ai valori biblici della vicenda originale ed abbatte la possenza dei grandi muri che dominano l’allestimento e propone interessanti parallelismi narrativi con Mozart, che si aggiungono ai più facili riferimenti pittorici a Van Gogh.

Alla prima recita cui ho assistito Olga Maslova interpreta il finale in questa maniera. Probabilmente il suono paga un po’ la distanza dalla sala, ma l’effetto è decisamente intenso.

Il giorno dopo in scena c’è la Siri, che alla prima è stata sostituita nel finale dalla collega russa a causa di un malore, che però in sala non è stato annunciato .

Si alza il muro, appaiono la terrazza, il fuoco, ma non la cantante che fa capolino fra i colleghi in primo piano.

Non si capisce il senso del vuoto venutosi a creare nella parte superiore della scena e la regina decaduta muore nell’indifferenza generale.

Sembra che chieda scusa e nessuno la ascolti. Che come risposta è piuttosto lontana dalle indicazioni del Cristianesimo.

La questione non è teologica, ma piuttosto relativa alla tutela dell’opera d’arte, oggetto peraltro di specifiche sentenze, proprio per quel che riguarda l’apporto registico.

Cosa voleva rappresentare il regista? Noi pubblico, che ci aspettavamo un lavoro firmato Del Monaco, quale conclusione dobbiamo ritenere corretta? Oppure era un finale aperto, un teatro partecipato, che adesso va tanto di moda.

Ma soprattutto, se in questo caso la differenza era immediatamente identificabile, del resto della serata quanto e cosa era fedele all’allestimento originale?

Certamente non la soluzione del bis del ‘Va Pensiero’, cantato al proscenio, distruggendo l’atmosfera commovente che si era creata, nascondendo Nabucco in catene, interrompendo la narrazione e ritornando alla posizione originaria solo dopo aver ricevuto una mole ragguardevole di applausi.

Attenzione: non sto dicendo che lo spettacolo di Del Monaco fosse inappuntabile. Anzi.

Ma che ogni artista ha il diritto di essere tutelato e rispettato.

Così come il pubblico che pensa di andare a vedere un allestimento con una data regia, deve potersi fidare che quello che vede è quanto previsto.

Perché il teatro è il luogo del dialogo, del dibattito, dell’incontro. Non è la gara per dire chi è più forte.

A maggior ragione con un titolo come questo.

Riaffermata la premessa che quanto detto è parere del tutto personale e quindi opinabile e forse sbagliato, passiamo alla cronaca.

Il pubblico triestino ama da anni il maestro Oren, che anche in questa occasione il direttore riesce a far brillare l’Orchestra del teatro affiancata dalla Civica Orchestra di Fiati “G. Verdi” - Città di Trieste.

Qualcosa di insolito, però, c’è: tutto il primo atto raccoglie pochissimi applausi.

La Sinfonia, con la componente ritmica che sembra avere il sopravvento sulle suggestioni drammatiche, è accolta con apprezzamento ma non entusiasmo.

Gli arredi festivi’ passa sotto silenzio, nonostante la buona prova del coro, diretto da Paolo Longo . Nessun battimani per l’aria di Zaccaria e neppure per il bel terzetto. 

Niente va male, ma neppure nulla trascina l’entusiasmo che si poteva prevedere.

Le cose cambiano dal secondo atto. Oren sembra prendere in mano la scena: canta, gesticola, salta, sembra bramire e la platea, come sempre, apprezza questo suo modo di vivere la partitura.

Un faretto puntato sulle mani, che diventano uno dei protagonisti dello spettacolo, mostra i movimenti magnetici del direttore.

Talento ed eccesso si rincorrono. Con grandi pagine musicali come ‘Son pur queste mie membra - Dio di Giuda - "Cadran, cadranno i perfidi ‘, che commuove per intensità, tempi, ariosità.

Ma anche gesti da rock star, come quando , alla fine di ‘Va Pensiero’, il Maestro, evidentemente non contento degli applausi ricevuti, si gira ripetutamente, avvicina la mano all’orecchio e di fatto chiede al pubblico un consenso che motivi il bis.

E’ successo alla prima ed alle due repliche cui ho assistito.

Che dimostra come ci fosse la volontà di eseguire il bis a tutti i costi, mutando la posizione delle masse, ma anche come in realtà il successo della prima esecuzione non fosse così spontaneamente clamoroso come si voleva far credere.

D’altra parte con un organico ridotto come quello attuale del coro, va riconosciuto che la prova è stata decisamente di qualità.

Alla fine del bis il maestro applaude molto lungamente, seguito dalla sala, che smette solo quando le mani di Oren si acquietano. 

Sicuramente è l’entusiasmo per la prova portata a termine con valore, ma la sensazione sgradevole di un consenso guidato attraversa molti in sala.

Sfumature, si dirà. D’altra parte sono quelle che definiscono il capolavoro, che a me pare non si sia ascoltato.

La voci erano quasi tutte straniere, elemento su cui ogni teatro dovrebbe riflettere, ad eccezione della Fenena della seconda compagnia e di alcuni comprimari: Cristian Saitta, credibile scenicamente e vocalmente come gran sacerdote di Belo; Christian Collia, corretto e piacevole Abdallo ; Elisabetta Zizzo, Anna di grande spessore vocale.

Per Fenena era prevista Anna Goryachova, che ricordavamo ottima Adalgisa, ma che per il secondo anno viene annunciata nella stagione e poi viene sostituita. 

Al suo posto si sono sentite Elmina Hasan e Francesca Di Sauro . Entrambe dotate di una interessante vocalità, sicure negli acuti, con buona presenza scenica. Particolarmente brillante la Di Sauro, che ha saputo offrire al suo personaggio una interpretazione di grande rilevanza ed un colore realmente opulento di sfumature.

Abigaille è ruolo di proibitiva difficoltà vocalmente: un soprano drammatico con notevoli agilità; solidi do sovracuti da cantare sia a piena voce che pianissimo; note gravi profonde; trilli di forza; acrobatici salti d’ottava. Ma la parte richiede anche una grande interprete, perché il rischio di concentrarsi più sul canto che sul personaggio è in agguato e questo è certamente quanto di più antiverdiano possa accadere.

Nel ruolo si alternavano Maria Josè Siri ed Olga Maslova.

Entrambe risultano vocalmente adeguate, pur con una dizione che sarebbe bene fosse migliorata.

Profondamente differenti le due interpretazioni.

La prima, soprano famosa in tutto il mondo, canta con determinazione. I suoni sono pieni, alle volte un po’ asprigni, ma forse è una scelta interpretativa. La voce potente, anche se il volume non è impressionante.

La sua Abigaille è, scenicamente, monolitica. Una donna cattiva, severa, sempre torva e brusca anche nei movimenti. A maggior ragione la scelta del finale fra gli altri appare incondivisibile.

La Maslova, forte di fiati lunghi, estensione ampia, suoni omogenei ed una gamma di colori vasta, che si fa ancora più interessante nei suoni più alti, appare una donna determinata, ma credibile anche nei momenti di cedimento.

In ‘Anch’io dischiusi un giorno’ passa dalle lamine d’acciaio della prima parte ai toni accorati della seconda, tratteggiando una figura volitiva, che lotta per sedare la sua componente umana, per imbavagliare angosce e paure, che interpreta con raffinatezza e misura.

Carlo Ventre è tenore dalla vocalità piena, i solidi acuti e che canta con baldanza anche eccessiva la parte, tanto che il suo Ismaele risulta prevaricante nelle scene d’insieme e tonante nei pezzi solistici. 

Marko Mimica era Zaccaria, ruolo per il quale mi pare debba ancora maturare la giusta autorevolezza.

Certamente non è stato aiutato dalla scelta di far calare il sipario prima e dopo l’aria ‘Vieni o levita’ che così appare come una specie di inciso di pochi minuti fra due cambi di scena, invece che uno dei momenti di massima suggestione narrativa.

Per quel che concerne il protagonista, si alternavano Roman Burdenko e Youngjun Park, che brillano per dizione e capacità di lavoro sul significato del testo.

Park ha una voce educata, di volume non strabordante, che gli consente di risultare più credibile e commovente nella seconda parte, quella dolente, piuttosto che in quella iniziale, spavalda e tracotante. Nel duetto "O di qual onta gravasi’, accanto alla Maslova, trova colori e passaggi suggestivi. 

Burdenko è un magnifico Nabucco: sicuro nelle agilità, con fiati possenti, acuti solidi, un volume potente che sa governare con gusto ma soprattutto di una amplissima gamma di colori, consegna alla platea una grande prova, con un Nabucco credibile, sia nell’arroganza dell’invasore, che nel dolore del padre preoccupato.

Il suo ‘Dio di Giuda’, commuove per il lavoro sulla parola, la capacità interpretativa unita ad una tecnica precisa ed ad una opulenza vocale che gli permette di cesellare una tavolozza di sfumature ricchissima. Certamente il momento più alto della serata che, come detto, si è conclusa con un generale ed indistinto trionfo. Annunciato, cercato, a tratti provocato.

A nessuna delle recite si è presentato al proscenio il Maestro Del Monaco, ad avvalorare le considerazioni iniziali.



 

Trieste, teatro Verdi, 23 e 24 marzo 2024



 

NABUCCO di Giuseppe Verdi

Dramma lirico in quattro parti di Temistocle Solera

Maestro Concertatore e Direttore DANIEL OREN

Regia GIANCARLO DEL MONACO

Scene e costumi WILLIAM ORLANDI

Light designer WOLFGANG VON ZOUBEK

Assistente alla regia MARTINA ZDILAR SERTIĆ

Assistente alle scene e costumi FRANCESCO BONATI

Maestro del Coro PAOLO LONGO

Personaggi e interpreti

Nabucco ROMAN BURDENKO (22, 24, 27, 30/III)/YOUNGJUN PARK (23, 29/III)

Abigaille MARIA JOSE’ SIRI (22, 24, 27, 30/III)/ OLGA MASLOVA(23, 29/III)

Zaccaria RAFAL SIWEK (22, 29/III) /MARKO MIMICA (23, 24, 27,30/III) 

Fenena ELMINA HASAN (22, 24, 27, 30/III)/ FRANCESCA DI SAURO (23, 29/III)

Il gran sacerdote di Belo CRISTIAN SAITTA

Abdallo CHRISTIAN COLLIA

Anna ELISABETTA ZIZZO



 

Con la partecipazione della Civica Orchestra di Fiati “G. Verdi” - Città di Trieste

Orchestra, Coro e Tecnici della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste

Allestimento del HRVATSKO NARODNO KAZALIŠTE DI ZAGABRIA



 

28-4.jpeg
15-4.jpeg
blogmusica-e-parole

Don Giovanni - spettacolo in prosa irriverente in scena allo spazio Balabìott di Pisa
News, Curiosità, Teatro, news, teatro, prosa,

Don Giovanni - spettacolo in prosa irriverente in scena allo spazio Balabìott di Pisa

Admin

2024-04-12 03:41

Sabato 13 e domenica 14 in scena allo spazio Balabìott di Pisa la rilettura in prosa di Don Giovanni di Annalisa Pardi

Musicologia generale, Interviste artisti, Curiosità, opera, intervista,

"Le Interviste del Loggione" 2024 - Intervista al M° Panico e al M° Samale - Serie "Musica contemporanea"

Admin

2024-04-11 23:32

L'intervista al M° Mariano Panico e al M° Nicola Samale per Le Interviste del Loggione 2024

Danielle De Niese, dal Barocco a Broadway - Recensione di Kevin De Sabbata
Musicologia generale, Curiosità, Recensioni, opera, recensione,

Danielle De Niese, dal Barocco a Broadway - Recensione di Kevin De Sabbata

Kevin De Sabbata

2024-04-03 23:46

La recensione di Kevin De Sabbata del bel concerto di Danielle De Niese alla Symphony Hall. Buona lettura

Nabucco al Verdi di Trieste - Recensione di Gianluca Macovez
Musicologia generale, Curiosità, Recensioni, opera, recensione,

Nabucco al Verdi di Trieste - Recensione di Gianluca Macovez

Gianluca Macovez

2024-03-29 02:08

La recensione del Nabucco in scena al Teatro Verdi di Trieste. A cura di Gianluca Macovez

Ascolti per la Settimana Santa di Pasqua - Anno 2024
News, Musicologia generale, Storia della Lirica, Curiosità, news, Curiosità,

Ascolti per la Settimana Santa di Pasqua - Anno 2024

Admin

2024-03-27 03:16

Il consueto articolo pasquale per farvi gli auguri in musica, Buona Pasqua a tutti!

Al soprano Donata D'Annunzio Lombardi il
News, Curiosità, opera, premio,

Al soprano Donata D'Annunzio Lombardi il "Premio Donna è Lirica" 2024. Stasera la premiazione

Admin

2024-03-23 17:43

.    Edizione speciale del Premio Donna È 2024 a Casciana Terme; quest’anno l’ Associazione Idee in Movimento (tutta al femminile) compie 20 anni.Un p

Il soprano Danielle de Niese questa settimana in concerto a Birmingham - di Kevin De Sabbata
News, Curiosità, opera, news,

Il soprano Danielle de Niese questa settimana in concerto a Birmingham - di Kevin De Sabbata

Kevin De Sabbata

2024-03-20 01:58

Il nostro corrispondente dall'Inghilterra Kevin De Sabbata ci invita ad assistere a un importante concerto del soprano Danielle de Niese vicino a Londra

Al via le iscrizioni per il 21° Concorso internazionale
News, Curiosità, opera, lirica, concorso,

Al via le iscrizioni per il 21° Concorso internazionale "Luigi Zanuccoli"

Admin

2024-03-18 12:13

Da alcuni giorni è possibile iscriversi al 21° concorso internazionale L. Zanuccoli. Presidente di giuria il baritono Bruno De Simone

Gli ottant'anni di Sir Karl Jenkins - Articolo di Kevin De Sabbata
Musicologia generale, Storia della Lirica, Curiosità, musica, musicologia,

Gli ottant'anni di Sir Karl Jenkins - Articolo di Kevin De Sabbata

Kevin De Sabbata

2024-03-16 18:51

Omaggio del nostro collaboratore Kevin De Sabbata a uno dei più grandi compositori del nostro tempo

Un'applauditissima
Musicologia generale, Curiosità, Recensioni, opera, recensione,

Un'applauditissima "Ariadne auf Naxos" al Verdi di Trieste - Recensione di Gianluca Macovez

Gianluca Macovez

2024-03-03 01:31

Successo della Arianna a Nasso di Strauss presso il Teatro Verdi di Trieste - recensione di Gianluca Macovez

Première dell'opera Justice di Hèctor Para al Grand Théâtre di Ginevra - Recensione di Antonio Indaco
Musicologia generale, Curiosità, Recensioni, opera, recensione,

Première dell'opera Justice di Hèctor Para al Grand Théâtre di Ginevra - Recensione di Antonio Indaco

Antonio Indaco

2024-02-09 23:02

La recensione del nostro corrispondente Antonio Indaco della prima rappresentazione assoluta dell'opera Justice di Para a Ginevra

Anna Bolena a Trieste: un incontro di grandi voci - Recensione di Gianluca Macovez
Musicologia generale, Curiosità, Recensioni, opera, recensione,

Anna Bolena a Trieste: un incontro di grandi voci - Recensione di Gianluca Macovez

Gianluca Macovez

2024-02-02 02:46

La recensione di Gianluca Macovez dell'Anna Bolena al Verdi di Trieste

Il Barbiere di Siviglia a Tempio Pausania - Recensione di Loredana Atzei
Musicologia generale, Curiosità, Recensioni, opera, recensione,

Il Barbiere di Siviglia a Tempio Pausania - Recensione di Loredana Atzei

Loredana Atzei

2023-12-28 12:50

La nostra corrispondente Loredana Atzei ci parla del successo ottenuto dalla ripresa di Barbiere di Siviglia andata in scena al Teatro di Tempio Pausania

Tantissimi auguri di buone feste... in Musica (anno 2023)
News, Musicologia generale, Curiosità, musica, news,

Tantissimi auguri di buone feste... in Musica (anno 2023)

Admin

2023-12-23 13:04

I tradizionali auguri in musica del gruppo L'Opera Lirica dal Loggione & Musica in Opera. Buone feste a tutti!!!!

Concerto di San Silvestro al Giovanni da Udine con la Strauss Festival Orchester Wien
News, Musicologia generale, Curiosità, news, concerto,

Concerto di San Silvestro al Giovanni da Udine con la Strauss Festival Orchester Wien

Admin

2023-12-22 19:43

Concerto di San Silvestro al Teatro di Udine. Solista il soprano Yutong Shen.

Dodici anni dopo di Menicagli, il sequel di Cavalleria Rusticana diventa un film - di Fulvio Venturi
News, Musicologia generale, Teatro, Recensioni, opera, news, film,

Dodici anni dopo di Menicagli, il sequel di Cavalleria Rusticana diventa un film - di Fulvio Venturi

Fulvio Venturi

2023-12-22 19:25

Il sequel di Cavalleria Rusticana diventa un film, che è stato proiettato con successo in anteprima a Livorno. Ce ne parla Fulvio Venturi

‘Parole di Donne’ a Londra con Natalie Dessay - Recensione di Kevin De Sabbata
Musicologia generale, Storia della Lirica, Recensioni, opera, concerto,

‘Parole di Donne’ a Londra con Natalie Dessay - Recensione di Kevin De Sabbata

Kevin De Sabbata

2023-12-10 16:26

Bellissimo intimo concerto del grande soprano Natalie Dessay a Londra. Ce ne parla il nostro inviato Kevin De Sabbata

Al baritono Alessandro Luongo il Premio Speciale 2023 al 67° Premio Letterario Pisa. Un riconoscimento anche alla Fondazione Cerratelli
News, Curiosità, opera, news,

Al baritono Alessandro Luongo il Premio Speciale 2023 al 67° Premio Letterario Pisa. Un riconoscimento anche

Admin

2023-11-17 20:55

Premio Speciale al baritono Alessandro Luongo, riconoscimenti importanti anche per la Fondazione Cerratelli e allo storico Fulvio Venturi al 67° Premio Pisa

I cent'anni di Victoria de los Angeles - di Gianluca Macovez
Musicologia generale, Storia della Lirica, Recensioni, opera, recensione,

I cent'anni di Victoria de los Angeles - di Gianluca Macovez

Gianluca Macovez

2023-11-04 01:55

I cento anni della nascita del grande soprano Victoria de los angeles celebrati al Teatro di Udine. Resoconto di Gianluca Macovez

Iolanthe di Arthur Sullivan alla English National Opera - Recensione di Kevin De Sabbata
Musicologia generale, Curiosità, Recensioni, opera, recensione,

Iolanthe di Arthur Sullivan alla English National Opera - Recensione di Kevin De Sabbata

Admin

2023-10-21 01:52

Successo per il collaudato spettacolo che è stato riproposto alla ENO con alcuni particolari che rimandano all'attualità. Il nostro inviato Kevin De Sabbata

Here are the articles published in our blog Musica e Parole. By ticking the various years and months you can open the menu from which you can access all the resources available in the section. On the Historical Archive page you will also find this section plus some other resources and links to the site's contents

The 10 most read articles

Create Website with flazio.com | Free and Easy Website Builder